martedì 12 novembre 2013

IO e .... la SCUOLA !

Inanzi tutto voglio presentarmi, cioè lo volevo fare sul primo post però poi ho scritto del
multiculturalismo  ( argomento molto più importante di me ) perciò eccomi qua.
Io sono Marie, ho 17 anni e sto al quarto anno del Liceo delle Scienze Umane.
Sono una ragazza semplice (molto semplice ) che non ha una vita sociale...
immagino sia un po' brutto da sentire ma è cosi che mi sento (a volte ) .
Amo i film, i libri e ...  la scuola, strano eh? Non credo che vivrei senza ...
Già io amo la scuola in tutto e per tutto ( e non sono una secchiona ).
Semplicemente vedo la scuola per quello che è veramente e non per quello che sembra essere agli altri studenti . La scuola è una piccola società , è il posto dove si fanno nuove conoscenze, è il posto dove si impara un po' di tutto, è il posto che ci aiuta a scoprire il mondo e le sue meraviglie. Cosi anche le verifiche: lo so sembra impossibile ma le verifiche non sono punizioni per gli alluni, come molti credono, esse sono solo dei metodi che usano gli insegnanti per capire se l'argomento è stato appreso per poter continuare ad andare avanti e i voti solo dei premi e dei rinforzi. Cosi sono tutti gli esami e gli ostacoli che siamo dovuti ad affrontare : sono solo dei traguardi che dobbiamo imparare a raggiungere e superare ...
Poi ci sono le gite, gli amici, i ricordi e... i sogni  che non hanno bisogno di essere raccontati e che rendono la scuola un posto a cui nessuno vorrebbe mai rinunciare. Credete che io abbia ancora torto ? Non pensate che la scuola abbia degli aspetti a cui non avete mai pensato ? E' vero che la scuola non è facile ma d'altronde cosa è facile??? La vita è piena di difficoltà e di sacrifici ma comunque sia è cosi bella che nessuno la darebbe via . Pensateci . Cosa fareste senza la scuola ?
                                                                                                                        12/11/2013 - me -


lunedì 11 novembre 2013

MULTICULTURALISMO : UNA SPERANZA IN PIÙ !

Sin dalla notte tra il 2 e il 3 Ottobre 2013 fino ad oggi sono stati soccorsi più di 800 migranti, nel Canale
della Sicilia, dalle navi della Manica impegnata nell'operazione Mare Nostrum . In questo duro mese d'Ottobre Lampedusa ha vissuto e ora sta convivendo con una terribile realtà che ha visto più di 311 vittime e molti altri dispersi. Il punto interrogativo si trova sul cosa spinge queste persone a sacrificarsi per racimolare 2 o 3 mila euro e poi ad affrontare un viaggio in condizioni a dir poco ''animalesche'' .
Cosa li spinge a viaggiare in queste barche malridotte, con altre cento persone per 2 lunghi mesi pienamente consapevoli dei rischi a cui vanno incontro ?
La risposta sta nella SPERANZA. La speranza di un futuro migliore!
Credo sia proprio questo il motivo per cui molti individui si cimentano in un' esperienza terribile e traumatizzante, come poche, che segnerà per sempre le loro vite.
Oltre a queste difficoltà, una volta arrivati, altre situazioni in cui si troveranno e che ci faranno riflettere sulle differenze culturali, sulla valorizzazione positiva o negativa di queste e sul multiculturalismo (causate anche da questo fenomeno) e la politica delle differenze.
Una delle prime difficoltà sta nel primo contatto che si crea il problema di far conciliare usanze e valori che sono diversi o contrastanti. Questa possibilità di conciliazione è fondamentale se si punta ad una vita pacifica e senza caos, cosa che porta quasi sempre alla disgregazione sociale.
Inoltre tutta questa migrazione di massa comporta una compresenza di tradizioni diverse in uno stesso spazio politico e sociale che forma una società multiculturale.
Infatti lo stato si sforza di garantire e valorizzare quest' ultima senza pretendere di imporre nulla. Ovviamente nel passato non è sempre stato cosi infatti raggiungere una maggior inclusione sociale da parte dei diversi gruppi particolari non è stato facile perché anche se l' uguaglianza dal punto di vista teorico c'era ... dal punto di vista pratico no ! Infatti essi richiedevano che la società si impegni a non finire, come sempre, ad avvantaggiare una classe già dominante ma di dare una svolta e cambiare questa situazione. Ciò ha portato però una società all'affermare le specificità di questi gruppi e ( almeno questo ) il dovere di riconoscere e valorizzare proprio tali differenze. Infine il sogno di avere uno stato ben amalgamato e che rispetti l' ideale di assimilazione e integrazione si è rivelato un' utopia irrealizzabile, poiché anziché fondersi,  le culture, spesso entrano in conflitto con la cultura dominante. Inoltre l' Europa è, ancora, percorsa dalla ''questione delle minoranze nazionali'', ovvero gruppi etnici (o di altro genere ) che non si sono mai integrati del tutto, come gli scozzesi e i gallesi nel Regno Unito ; tematiche che si aggiungono alle precedenti tensioni poiché gli immigrati non cercano solo l' inclusione lavorativa ma anche quella sociale.
Secondo la mia opinione l' evento dell'emigrazione non è mai una penalizzazione per un stato poiché nonostante entrano in conflitto alcune realtà alla fine è un evento che arricchisce una nazione sotto ogni punto di vista. Quello di Lampedusa e l' immigrazione in generale è un evento che ci aiuta a distogliere lo sguardo da noi stessi e vedere gli altri. E' un evento che ci dà l'occasione di conoscere nuovi mondi e di aprire la nostra mente. E' un evento verso il quale non possiamo rimanere indifferente perché è un evento che ci cambia la VITA !
                                                                                                                         11/11/2013 - me -